All'estrema
sinistra, in piedi, Paolo Santuz, monolitico direttore responsabile
della Volley Ball Gemona... all'ala destra Piero Blanchini, alias
Archipedro, assistente allo scout e passa-borracce... Due
giovani promesse?! Anche no... :-)
Il primo, classe '59, fu allenatore e compagno di squadra in serie C del secondo, classe '67, che oggi sembra addirittura più vecchio (ancorché leggermente più atletico)... Misteri della natura pallavolistica.
Ed in mezzo? Beh, c'é la mitica squadra dell'Under 12 dei "Bastardi Dentro"...
Tigri del Volley Ball Gemona U 12 nell'ordine...
IN PIEDI (da sin a dx): 12 Mati, 13 Gabriele, 9 Nicola, 11 Pietro, 5 Patrick e 10 Matteo
IN GINOCCHIO (ma solo per la foto): 7 Maria, 2 Giulia, 1 Irene, 4 Alessandra e 14 Eleonora
PRIMI RISULTATI:
Kennedy - VB Gemona 1 - 2 (vinta)
VB Gemona - Rojalese 2 - 1 (vinta)
Triscesimo - VB Gemona 0 -3 (vinta pure questa, comincia a non sembrare più un caso...)
AGGIORNAMENTI...
VB Gemona - Majanese 3-0 (05/02)
VB Gemona - Aurora 3-0 (05/02)
VB Gemona - Faedis 3-0 (12/02)
Aurora - VB Gemona 1-2 (14/02)
VB Gemona - Kennedy 3-0 (26/02)
Il primo, classe '59, fu allenatore e compagno di squadra in serie C del secondo, classe '67, che oggi sembra addirittura più vecchio (ancorché leggermente più atletico)... Misteri della natura pallavolistica.
Ed in mezzo? Beh, c'é la mitica squadra dell'Under 12 dei "Bastardi Dentro"...
Tigri del Volley Ball Gemona U 12 nell'ordine...
IN PIEDI (da sin a dx): 12 Mati, 13 Gabriele, 9 Nicola, 11 Pietro, 5 Patrick e 10 Matteo
IN GINOCCHIO (ma solo per la foto): 7 Maria, 2 Giulia, 1 Irene, 4 Alessandra e 14 Eleonora
PRIMI RISULTATI:
Kennedy - VB Gemona 1 - 2 (vinta)
VB Gemona - Rojalese 2 - 1 (vinta)
Triscesimo - VB Gemona 0 -3 (vinta pure questa, comincia a non sembrare più un caso...)
AGGIORNAMENTI...
VB Gemona - Majanese 3-0 (05/02)
VB Gemona - Aurora 3-0 (05/02)
VB Gemona - Faedis 3-0 (12/02)
Aurora - VB Gemona 1-2 (14/02)
VB Gemona - Kennedy 3-0 (26/02)
11 commenti:
ci sono tanti allenatori diplomati isef maestri exgiocatori professori e dottori ma come si fa a capire chi veramente e' valido? piero cosa dovremmo valutare secondo te nell'allenatore per essere fiduciosi che segue bene i nostri figli? forse dipende dall'eta' magari i piu' piccoli si devono soprattutto divertire e i maestri sono dei papà e quindi valutiamo l'empatia? poi dobbiamo chiedere che esperienza hanno o patenti o risultati ottenuti? nel calcio esistono tante alternative ma nella pallavolo molto poche. grazie per la risposta loredana
"Allora capii che veramente io ero il più sapiente perché ero l'unico a sapere di non sapere, a sapere di essere ignorante. In seguito quegli uomini, che erano coloro che governavano la città, messi di fronte alla loro pochezza presero ad odiare Socrate.."
Scherzi a parte, bella domanda...
Chi più s'impegna a condividere e comunicare, e cerca sistematicamente di colmare le proprie lacune, senza nasconderle, a favore del bene degli allievi... chi più si mette in gioco attorno ad infiniti dubbi, perché la materia sportiva è vastissima...
si ok ma qualcosa di piu' specifico? qualche 'segreto del mestiere' per capire chi ci e' e chi ci fa? mi hanno suggerito di diffidare da chi usa paroloni ma poi non li sa spiegare tipo vado agli aggiornamenti obbligatori capisco una sola cosa e la uso per far scena.. l'allenatore di mio figlio ha sempre fretta e mai tempo per parlare con i genitori sembra che abbia fastidio: un buon segno? se sei bravo sei impegnato? cosa gli posso chiedere per capire se siamo in buone mani? qualche domanda trabocchetto? in fondo noi paghiamo e non poco per lo sport dei figli e quindi lavoro-guadagno-pago-pretendo o no?! :))
In realtà mi pareva d'aver dato un suggerimento preciso...
"Non mi sembra che tu sappia che chi si trovi a ragionar con Socrate, come capita, ed entri in conversazione con lui, qualsiasi sia il soggetto della discussione, è trascinato torno torno ed è forzato a continuare finché non casca a render conto di sè, del modo in cui ha trascorso la sua vita; e una volta che c'è cascato, Socrate non lo lascia prima di averlo passato al vaglio ben bene e in ogni parte..."
Quindi:
A) aspetto di sentire un'affermazione ardita - teoria discutibile (su cui mi sento abbastanza ferrato...)
B) chiedo spiegazioni
C) porto il mio interlocutore sul terreno del dubbio non per offenderlo (altrimenti non mi serve lo sforzo) ma per far capire lui che forse si sta sbagliando
D) osservo come reagisce ed in particolare se è sufficientemente intelligente/saggio da mettersi in discussione/ascolto...
E) traggo le mie (legittime) conclusioni
che ne pensi dei bambini di santuz, c'e' qualche talento, ti vuoi sbilanciare? :) un commento sulla squadretta che sta vincendo tutte le partite? e tuo figlio come si trova?
ovviamente curiosona non ti dice chi e' cosi' non sarai condizionato nella risposta..
E' troppo presto per esprimere qualsivoglia giudizio significativo. Mi limito a dire che una fortunata coincidenza rende Paolo (uno dei migliori allenatori da settore giovanile che abbia mai visto in azione) contemporaneamente padre di un promettente pallavolista, dirigente societario, responsabile delle attività giovanili maschili a livello di Fipav regionale nonché ideatore del coinvolgimento del prof. Schiavon, quale supervisore tecnico, nelle attività di rilancio del settore maschile. Quindi sta ora ai bambini / ragazzi, ma soprattutto alle loro famiglie, rendersi conto di quale fortuna abbiano in questo momento a far parte del progetto e quindi sostenerlo convintamente, ognuno per la propria parte... Trattandosi di sport di squadra, in una provincia / regione che non ha squadre prestigiose alle quali il singolo talento possa tendere, rimane evidente l'importanza che si imponga, nel prossimo futuro, uno spirito veramente collaborativo. Viceversa il livello del drop-out rimarrà quello dei miei tempi, quando es. io fui l'unico di due tornate di bambini udinesi da minivolley ed under 12 a continuare con la pallavolo seria, senza trovare compagni di riferimento che non fossero atleti ben più grandi della prima divisione (avevo solo 14 anni) e poi della serie C (15 e 16 anni). Giocatori con cui allenarsi era per me molto poco divertente. Ed infatti a 17 anni il mio problema fu appunto quello di non essere pronto per la serie A2 (ma neppure per una eventuale B1). Ed alternative non me ne furono date.
Lo stesso potrebbe capitare ora a Lorenzo Santuz, se non troveranno il modo di creare a livello regionale una squadra da serie B (…) ed ancor di più un domani per i dodicenni di oggi, visto che anche per Paolo gli anni passano.
Quando vedo un ragazzino dotato di talento, e nell'under 12 effettivamente uno ha (secondo me) stoffa e prospettive, devo augurarmi per lui che la sua famiglia cominci a porsi rapidamente certi interrovativi.
A margine di questo ragionamento sottolineo l'importanza dell'approccio polisportivo e d'una seria programmazione atletica: in generale preferirei vedere meno schiacciate e prematuri virtuosismi tecnici e magari un po' più di rigore nella preparazione fisica e nell'approccio alle gare. Sulla tecnica si può mettere mano più avanti però un ragazzino deve sapersi allenare con cura e concentrazione da subito... Ma non vorrei ripetermi.
probabilmente pochi genitori riflettono come tu dici perche' magari lo scopo e' quello di far fare dello sport ai figli adesso, la cosa poi dura quel che dura. però non ti sei sbilanciato molto sui bambini e allora non capisco del tutto il senso di questo blog in cui parli già poco di Mati e non racconti quasi nulla di ciò che vi succede, mentre forse sarebbe questa la parte interessante per dei lettori.. :)
In effetti questo era nato come un piccolo blog, dove si poteva postare liberamente. Come capita quasi sempre con i blog la discussione non è mai decollata, e rimane quindi un sito con alcuni articoli che ritengo potenzialmente utili.
Sicuramente avrei molti fatti quotidiani da raccontare ma ritengo illegittimo commentare pubblicamente le performance dei bambini come invece si può fare con gli sportivi adulti.
Mi rimane la voglia di curare saltuariamente qualche approfondimento, quando mi rendo conto che ho una lacuna e desidero colmarla...
non avevo chiesto di schedare i bambini ecchediamine!! :) la foto e' bella sembrano tutti contenti vincono le partite la squadra e' in linea con le quote rosa.. si potra' mai avere un minimo di resoconto.. scrivi vagonate di cose supercalifragilistiche.. due paroline per queste creature le vogliamo spendere?! :)
curiositina.. perch' mai i bambini in piedi e le bambine in ginocchio?!! sei tu il maschilista?! sbottonati comandante!
Allora, ti narro le impavidi gesta di Paolo Santuz, che riesce ad essere “politicamente scorretto” ma in modo simpatico, cosicché nel suo gestire i bambini agisce come si dovrebbe (ma come pochi istruttori dell’ultima ora sono in grado di fare), con l’apertura mentale necessaria per motivare i ragazzi dando loro una sacrale importanza. Posti al centro dell’attenzione, ma in modo agonistico. Accolti ad ogni incontro con sorrisi e simpatiche provocazioni, evitando una didattica noiosa, scontata per non dire frustrata. Trasmettere passione, vivere la pallavolo assieme agli allievi, queste sono abilità che nessun corsetto federale ti può insegnare…
Dico che nelle sue uscite è un grezzo ingegnere del metallo, e non un cultore della stil cortese, perché in un time-out della sua squadra U12, mista nella foto ma un po’ meno nella formazione tipo, ha suggerito alle sue tigri di “battere teso, non siamo mica delle femminucce…!!” :)
Si noti che le bambine che partecipano alle partite sono acerbe, tecnicamente e fisicamente, e neppure volendo potrebbe schierarle nel rispetto delle pari opportunità, peraltro piegandosi ad una sensibilità che non appartiene al suo genoma. Voglio dire, è nell’evidenza delle cose sportive che devono giocare prevalentemente i suoi corazzieri, ed anche mio figlio meriterebbe molta panca con qualche calcio in culo all’abbisogna…
Ma la cosa simpatica è che pare nessuno si stupisca più di tanto di questa ruvida logica utilitaristica, proprio perché è condita da un rispetto per l’infanzia, da un sincero amore per lo sport, grazie al quale il nostro esce sempre trionfante dal campo. Inoltre le partite vengono vinte, e la cosa non è del tutto scontata perché all’età media di 11 anni le ragazzine sono spesso coriacee: il fatto di schierare dei maschi non garantisce lo stesso margine della pallavolo adulta. Atleti tecnicamente improvvisati come il mio decennne, che ad oggi hanno masticato altre discipline, non avrebbero scampo alcuno contro diligenti compagini rosa.
Rispetto ai giocatori emergenti posso dire che ve n’è uno dotato di evidente talento sul cui futuro temo però si debba essere prudenti, nel senso che ci possono essere capacità tecniche ed agonistiche che vengono fuori presto (a me è successo proprio questo) ma che poi non potranno compensare un eventuale gap fisico alla virata dei 16-18 anni, quando cioè al volley importante approda il ragazzetto alto due metri che palleggia a fatica e non il pallavolista normodotato dal bagaglio sopraffino.
Inoltre il giocatore che salta presto e tanto, per emulare i grandi campioni, si logora: ad ogni stacco corrisponde una ricaduta, talvolta un trauma. Ed allora è proprio al talento naturale che serve una preparazione atletica rigorosa. Perché se viene spremuto magari finirà per rompersi prematuramente o perlomeno per ritrovarsi usurato. Quindi… adelante, con juicio…! :)
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