
A nessuno sfugge l’importanza per i
giovani, ed in particolare per quelli sportivi, d’un regime alimentare sano ed
equilibrato. Proporrei questi aspetti:
A) rispetto ad una persona normale un
agonista tende a consumare mediamente di più e soprattutto in forma poco
distribuita, sottoponendo l’organismo a repentine sollecitazioni metaboliche
che alterano le condizioni di regolazione dell’omeostasi;
B) rispetto ad un adulto il bambino é
maggiormente penalizzato da questo complessivo stress psicofisico in quanto il
suo corpo è in crescita e risente maggiormente dei cali di zuccheri o della
carenza di vitamine, proteine, fibre e sali minerali;
C) i bambini sono più esposti al
fascino dei cibi poco equilibrati (troppo zuccherati, con molti grassi saturi e
talvolta idrogenati…), che diventano malsani qualora la loro assunzione non
vada a bilanciare effettive esigenze alimentari;
D) la messa a punto della dieta ottimale
del bambino sportivo può essere un’ottima occasione per una completa revisione
delle abitudini famigliari, anche per rendere sostenibili spese e preparazioni
dei pasti;
E) i principi d’educazione alimentare
destinati ai più piccoli li renderanno degli adulti consapevoli ed in grado,
una volta abbandonata l’attività agonistica, di non perdere di vista il proprio
benessere.
A) A parere dello scrivente un vero
sportivo è colui il quale allena mente e corpo rigorosamente in funzione
dell’attività prescelta, nel rispetto totale del proprio patrimonio genetico e
della propria salute. Poiché l’organismo umano tende a plasmarsi in base alle
sollecitazioni richieste (con tempi peraltro lunghi e non univocamente
definiti) ed in funzione del carburante disponibile (in quantità e qualità) ne
deriva la necessità di calibrare la dieta sui “consumi reali“: ciò anche quando
un corpo giovane sembra più in grado di compensare gli eccessi. Tra l’altro
l’idea che si possa, sempre e comunque, ripristinare il benessere fisico attraverso
fulminee diete ipocaloriche determina un pericoloso “effetto elastico”: solo
abitudini consapevoli e sedimentate possono produrre effetti strutturali e
permanenti.
Tali argomenti riguardano i nostri
figli, spesso ingiustificatamente obesi e sregolati, ovvero soggetti ai
disturbi alimentari della crescita, proprio perché la loro duttilità metabolica
è comunque elevata: cosa ci possiamo aspettare, per la loro vita da adulti, se
già da piccoli il loro organismo si ribella?
B) Per quanto attiene ai processi di
crescita risultano fondamentali, salvo intolleranze, gli apporti di proteine
complete/nobili (con tutti gli aminoacidi essenziali, quali uova, carne e
pesce), delle vitamine D e B (rispettivamente fondamentali per le ossa e per il
metabolismo energetico), di calcio (latticini) e di ferro (principale minerale
del sangue e delle cellule). Una dieta “ragionevole” garantisce all’organismo
tali contributi senza alcuna esigenza di costosi
integratori artificiali. Inutile dire che, per i fini sopra esposti,
l’assunzione quotidiana di verdura e frutta, alimenti non sempre graditi ai
bambini, è da considerarsi assolutamente indispensabile: in tali cibi sono
infatti presenti anche le fibre (polisaccaridi che l’organismo non assimila),
le cui funzioni benefiche sono ormai acclarate (funzionamento e difesa
dell’apparato digerente). Aggiungerei, per quanto detto, che è difficile
immaginare che una dieta vegetariana possa essere compatibile che l’esigenze
d’un agonista (per lo meno durante lo sviluppo).
C) I dolci e le bevande zuccherate
possono essere assunti dai bambini a margine della dieta, ed in taluni casi ne
possono fare parte integrante, almeno laddove il corpo debba essere sottoposto
a sforzi immediati ed intensi. Non possono tuttavia sostituirsi in alcun modo
all’esigenza d’un pranzo e d’una cena completi, bilanciati e consumati in
presenza dello stimolo della fame. Nel caso della colazione i prodotti da
forno, meglio se integrali, eventualmente arricchiti di creme dolci spalmabili,
possono sostituire la classica e salutare porzione di cereali; il tutto
perfettamente abbinato al latte o allo yogurt.
D) Organizzare i pasti partendo
sempre da primi piatti a base di verdure (es. insalate miste), magari
addizionate di frutta secondo la stagione (favolose con mele o fragole, pesche,
kiwi, ananas…), è un perfetto modo d’abituare i figli a questi alimenti,
sfruttando il loro maggiore appetito, e di prepararne l’organismo ad una più
efficiente assimilazione degli alimenti successivi. Viceversa la frutta a fine pasto
non va bene: a quel punto è meglio assumerla come merenda.
E) Altri accorgimenti quotidiani:
1) i bambini devono bere spesso,
risultando più sensibili alla disidratazione, e conseguentemente a scuola
andrebbero dotati d’una scorta d’acqua; dovrebbero altresì bere ogni mezz’ora
d’allenamento, indipendentemente dalla stagione;
2) i pasti devono essere consumati
con la mente “sul piatto” (es. a televisione spenta);
3) ai nostri figli dev’essere ben
chiaro il rapporto tra ciò che di sano mangiano ed i relativi benefici diretti
ed indiretti: senza demonizzare dolciumi e bevande gassate è quindi utile
spiegare loro come i cibi naturali possano essere contemporaneamente buonissimi
e preziosi per la salute e la bellezza (ai quali possono risultare anche molto
sensibili).
INDICAZIONI ALIMENTARI PER I BAMBINI
SPORTIVI:
Latte o yogurt: almeno una volta al
giorno
Verdura: due volte al giorno (ottima
come primo piatto)
Frutta: due volte al giorno (fuori
pasto)
Pasta: una volta al giorno
Pane: una volta al giorno, la
mattina, meglio se integrale
Cereali in genere: una volta al
giorno (al posto del pane o della pasta)
Carne bianca e rossa / pesce /
salumi: complessivamente una volta al giorno
Uova / formaggi /proteine vegetali
(legumi): complessivamente una volta al giorno
Dolci: con moderazione, prima
dell’allenamento e dopo un’ora dalla cena
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